Home Office

Home Office.

Trucchi per ricavare un piccolo ufficio a casa.

L’esigenza di avere all’interno delle nostre case uno spazio dedicato al nostro lavoro è diventata fondamentale.

Il Coronavirus ha fatto immergere alcuni di noi in una realtà completamente nuova: lavorare da casa.

L’impossibilità di recarsi in ufficio, di utilizzare gli spazi a cui si è abituati, sedersi alla propria scrivania e lavorare è stato per molti destabilizzante. Il problema non è stato sicuramente solo psicologico, ma anche fisico! Questo perché chi non ha mai avuto necessità di lavorare da casa, non ha mai neanche pensato di ricavare uno spazio adatto a questa realtà dello smart working.

Fortunatamente, in seguito all’esperienza Covid, abbiamo capito che per molti la possibilità di svolgere il proprio lavoro stando comodamente a casa propria è possibile. Ma sta proprio in quel “comodamente” il punto critico su cui vogliamo soffermarci. Eh già, perché per molti lavoratori, nonostante in qualche modo siano riusciti a portare avanti le consegne e a trovare un piccolo angolino di casa adatto a fare videocall, questi mesi non sono stati affatto comodi!

Athena Calderone
Athena Calderone

Lavorare da casa comodamente

Diciamoci la verità. Lo smart working è comodo se l’ambiente che ci circonda lo è. Se lo spazio è armonico, luminoso, se si ha un ripiano adatto su cui appoggiare i nostri pc, una sedia che ci permetta di stare seduti ore (anche più di quelle previste dagli orari lavorativi, ma questo è un discorso che non ci riguarda).

L’importanza della luce per lavorare confortevolmente

Ci sono poi alcuni aspetti fondamentali da dover tenere in considerazione quando si progetta uno spazio di lavoro, a prescindere dalla tipologia per cui si opti.

La luce è sicuramente quello più importante. Sempre meglio se la luce illumina in modo naturale il vostro piano di lavoro, quindi che sia proveniente direttamente da una finestra. In questo caso, se lavorate a computer cercate di non aver mai la finestra posizionata dietro di voi, comporterebbe dei fastidiosi riflessi sullo schermo.

Ovviamente la luce naturale può non essere sufficiente ad illuminare correttamente la vostra postazione (soprattutto se il lavoro si prolunga alle ore serali). Sarà quindi necessario aggiungere una luce artificiale (guarda qui la serie di articoli che abbiamo scritto a riguardo). A questo punto l’errore da non commettere è quello di posizionarla nel punto sbagliato, sì perché in questo caso c’è un modo giusto e un modo sbagliato. Analizza ciò che fai, ad esempio se disegni o scrivi molto a mano, attenzione a non farti ombra con il tuo braccio. Tieni conto quindi ad esempio se sei mancino o destrostro. La soluzione più logica sarebbe quella di prendere una lampada da tavolo il cui orientamento sia facilmente modificabile. Stiamo realizzando una #in2selection a riguardo, stay tuned 😉 .

 

Soluzioni per il tuo smartworking

Sperando che il lavorare da casa, d’ora in avanti, possa essere una nostra scelta e non una decisione forzata dovuta ad eventi drammatici, vogliamo mostrarti alcuni progetti di home office che hanno catturato la nostra attenzione. Speriamo che alcuni di questi possano fare al caso tuo ed aiutarti nel creare il tuo angolo smart!

doubleg
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Home office a scomparsa

Questa soluzione è perfetta per tutti coloro che sperano di non dover mai più lavorare da casa ma che non vogliono essere colti impreparati laddove dovesse essere necessario farlo.

Stiamo parlando di postazioni di lavoro a scomparsa, quindi, invisibili all’occorrenza.

Questa tipologia può mimetizzarsi perfettamente con le pareti della stanza o sembrare un classico armadio. Adatta anche a chi ha poco spazio e chi fosse in piena fase di ristrutturazione di casa! Se ci fossero dei lavori da fare o in corso sarebbe il momento giusto per ricavare lo spazio necessario nel punto più appropriato.

In questo caso la luce naturale arriverà quasi sicuramente o da dietro o dai lati, per cui, lampada da tavolo obbligatoria!

RMGB
RMGB
breeleech design
breeleech design
Baxt Ingui
Baxt Ingui
breathe architecture
breathe architecture

Pareti componibili

Tipiche degli anni ’70 sono oggi tornate di gran moda. Di cosa stiamo parlando?! Delle pareti componibili.

Scaffalature, ripiani, cassettoni, il tutto sviluppato su una griglia che permette una buona personalizzazione se non totale.

Varie nei materiali e nei colori, solitamente pensiamo a questo elemento di arredo come libreria. Se però lo spazio a disposizione in casa dovesse essere veramente scarso, potrebbe essere un’idea quella di usare uno di questi elementi che compongono la scaffalatura a parete come piccola scrivania. A questo punto le opzioni sono due: o optare per un elemento fisso più sporgente rispetto agli altri che compongono il disegno, oppure una di quelle consolle che si aprono e chiudono.

SY54 by extendoweb
SY54 by extendoweb
Literatura bookcase by Punt
Literatura bookcase by Punt

A mali estremi, estremi rimedi quindi.

Sicuramente non la soluzione più comoda al mondo, soprattutto se bisogna utilizzarla per molte ore e non si è i re e le regine dell’ordine. Ti mostriamo degli esempi di ripiani che possono avere delle dimensioni buone per lavorarci comodamente ma che all’occorrenza possono essere chiusi al tempo stesso arredando la casa.

Wally by Clei closed
Wally by Clei closed
Wally by Clei opened
Wally by Clei opened

Dettagli per le superfici

Non ci stancheremo mai di dirti che sono i dettagli a fare la differenza. Di che elementi parliamo in particolare in questo caso?!

Del colore e della texture delle superfici!

 

Il colore

In un una situazione come questa dove l’apporto della luce fa la differenza è importante aiutarla nello svolgere il suo compito. Quindi, a meno che tu non abbia una stanza super luminosa e delle ottime lampade da tavolo, allora forse è il caso di evitare dei colori scuri. Al contrario, se la luminosità della stanza fosse forte, delle superfici chiare potrebbero dare il problema opposto e abbagliare. Escludiamo quindi il total white dalla scelta.

La texture

Altro elemento a cui ci sentiamo di consigliarti di fare attenzione è il finish della superficie del tavolo. Potrebbe essere bello, ad esempio, avere un ripiano in legno massello, con le nervature del legno in evidenza. Se però devi disegnare/scrivere molto a penna lo maledirai in tempo zero! True story 😉 Da ex studentesse di architettura, il nervoso che si prova quando stai tracciando la tua bella linea dritta a china e poi “zac” la mina affonda nei solchi del legno facendoti sbagliare, è solo immaginabile! Ecco, questo per dirti di fare attenzione a pensare sempre a come utilizzerai quel ripiano.

Austere lamp by Trizo21
Austere lamp by Trizo21

Pareti pro videocall

Il consiglio in più.

Se c’è una cosa che abbiamo imparato in questi mesi è che le videocall possono essere pericolose, non solo per audio involontari, ma anche per quello che viene ripreso dalla telecamera frontale del nostro computer.

La soluzione per evitare sorprese? Fare attenzione al microfono 😉 e pensare non solo allo spazio della scrivania in quanto tale ma anche a quello che c’è dietro!

Una parete bianca, anche se a tratti un po’ banale (potresti pensare di aggiungere qualche pianta che sta sempre bene, hai letto il nostro articolo a riguardo? clicca qui se te lo fossi perso) va comunque bene. Ma perché non dare un po’ di brio alle nostre videocall e avere un bello sfondo colorato?! Se l’idea ti intriga potresti pensare di aggiungere delle stampe o una bella carta da parati!

london wall colored

E tu che ne pensi?

Credi che andrai ad aggiungere o modificare il tuo angolo di lavoro in casa?

6 Giugno 20200

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